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Altro che caffè e sigaretta, oggi la pausa in ufficio ha un altro gusto

Pausa-masturbazione a lavoro

Il caso di una donna affetta da eccitazione genitale persistente

di marika luongo

 Caffè, sigaretta, spettegolezzi vari tra colleghi (classici insulti ad un capo troppo esigente compresi): cosa vi ricorda? Non c'è dubbio: abbiamo davanti un'istantanea di quelle brevi pause che scandiscono le lunghe giornate lavorative di tutti, pause che sono agognate più di un sorso d'acqua nel bel mezzo del deserto. Ma udite udite, da oggi c'è di più. Per staccare la spina dalla noiosa routine lavorativa i più audaci potranno concedersi qualcosa di migliore di una semplice pausa-sigaretta, qualcosa di più rigenerante di un caffè nero bollente da ingurgitare velocemente per risvegliare i sensi. Da oggi è prevista legalmente una “pausa-masturbazione”.

 

Ebbene sì, non è una bufala. Questa notizia sconcertante avrà fatto sicuramente sussultare più di un impiegato comodamente seduto dietro la propria scrivania, ma calmi, non affrettatevi ad esultare. Purtroppo queste pause speciali non sono per tutti, a meno che voi non siate affetti dalla rara “sindrome dell'eccitazione genitale persistente”. Il disturbo, che colpisce principalmente le donne, è caratterizzato da un'alterazione della corteccia cerebrale e crea una condizione rara caratterizzata da sensazioni non provocate, persistenti e intrusive di eccitazione genitale che, se non sono soddisfatte da uno o più orgasmi, possono provocare stati di depressione o ansia.

 

Questa condizione, malgrado l'opinione dei più maliziosi, può causare un forte stress personale e disagi nella vita sociale e lavorativa, così com'è successo ad Ana Catarina Silvares Bezerra, contabile trentaseienne madre di tre figli. Al quotidiano sudamericano North Regiao la giovane donna ha confessato di essere arrivata a masturbarsi anche quasi 50 volte al giorno: “A un certo punto ho cominciato a sospettare che qualcosa non andava e che tutto ciò non fosse normale. Allora ho deciso di chiedere aiuto”. Finalmente oggi questo disturbo, descritto per la prima volta da Leiblum e Nathan, è considerato a tutti gli effetti una malattia sessuale, ed è stato addirittura oggetto di uno studio pubblicato nel 2007 dall'autorevole Journal of Sexual Medicine.

 

Ma c'è di più. Proprio in questi giorni, dopo una lunga battaglia legale durata più di due anni, il tribunale del lavoro di Vila Velha, nello stato dell'Espírito Santo in Brasile, finalmente ha riconosciuto alla donna di essere affetta da questa rara malattia sessuale e quindi le ha concesso un'agevolazione speciale sul lavoro. Ana Catarina infatti ora ha diritto, ogni due ore, ad avere una pausa di 15 minuti durante la quale è autorizzata a guardare materiale pornografico sul computer aziendale per agevolare la masturbazione. Niente male insomma.

 

A questo punto speriamo che il clima sul posto di lavoro della sfortunata impiegata sia più “tranquillo”, anche se oggi va già meglio grazie ad una cocktail di farmaci che riescono a limitare il suo stato d'ansia e la continua ricerca del piacere. I risultati si vedono infatti le masturbazioni giornaliere ora sono solo una ventina. Chissà se prima o poi riusciremo a vedere Ana in pausa fumare una sigaretta e bere un caffè in santa pace!

 

20 maggio 2011

 

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Un raro disturbo sessuale costringe una donna brasiliana a ricercare il piacere quasi 50 volte al giorno. Finalmente da oggi, per soddisfare i suoi bisogni le sono state concesse durante le ore lavorative delle pause speciali. Filmati porno annessi.